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Utente: dottspocchia
Nome: Dott. Spocchia
Sono la supposta che si infila tra le tue convinzioni e il divaricatore che ti introduce nel magico mondo femminile, permettendoti di trascorrere almeno qualche minuto senza segarti furiosamente. Scrivimi [dott.spocchia (chiocciolina) gmail.com] per sottopormi i tuoi patetici tentativi di socialità o addirittura di interazione con l'altro sesso.

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sabato, 31 marzo 2007

Trasferimento

Questo blog chiude e non chiude. Più precisamente, ci trasferiamo di là.
postato da: dottspocchia alle ore 21:37 | link | commenti
categorie: compromessi, surrogati
lunedì, 26 marzo 2007

Apparato digerente

Mi scrive M.S.:
Molti miei amici, maschi e femmine, hanno ormai relazioni stabili e durature. A me proprio non riesce. Dopo un po' di tempo, qualche mese al massimo, il cuore smette di battere come all'inizio e non trovo più le motivazioni di andare avanti. Sì lo so che si dice che all'inizio c'è la passione, poi diminuisce e bla bla, ma io boh, non so sono confuso e alla fine preferisco troncare. Lo so che non ho scritto molto della situazione ma gradirei lo stesso una parola di conforto.


per il conforto ti sei rivolto al dottore sbagliato. comunque.

l'amore non è affatto questione di cuore. sì, all'inizio, come dici tu, anche se temo che spesso si confonda il cuore con il pene, o in caso la vagina.
in modo molto più preciso, l'amore è un fatto di apparato digerente.

(attenzione: le metafore che seguono sono in parte trite e ritrite. già sentite. c'è un motivo per cui lo sono: sono anche dannatamente umane.)

occorre saper gustare con attenzione e discernere il dolce dall'amaro. qualche boccone si può sputare, altri dovranno essere ingoiati comunque.
l'amore va poi lasciato a decantare nello stomaco: questo vale per le cose belle e le cose brutte, necessitano comunque di un lasso di tempo per sedimentare (in caso un buon bicchiere di bicarbonato può aiutare).
perché l'amore funzioni ci vuole certamente fegato. spesso la risposta più semplice a un quesito irrisolto o a un boccone indigeribile è un addio, ma non sempre è quella migliore.
infine, c'è il tempo, sotto forma di intestino, a venirci in soccorso. nove metri sono lunghi da percorrere e non sempre possiamo sopportare di tenere certi boli tanto a lungo. eppure, alla fine, resistendo e spingendo e assimilando e decomponendo, anche il fecaloma più orribile potrà finire nel dimenticatoio dello sciacquone.

sempre che non abbiamo già preso decisioni diverse (sagge o avventate), o che non sia subentrato un blocco intestinale.
postato da: dottspocchia alle ore 17:36 | link | commenti
categorie: poesia, amore, compromessi, surrogati
martedì, 13 marzo 2007

Amori fantasma

Mi scrive J.M.:
Caro Dott. Spocchia,
da qualche tempo leggo le sue lettere e apprezzo vieppiu' le sue risposte, percio' le scrivo per sottoporle un mio problema, ma ho come l'impressione che la sua risposta non mi garbera' punto.
Ad ogni modo.
Mi chiamo J.M., ho passato i 30 da un po', ma la mia maturita' sentimentale e' ancora al livello di un'adolescente alle prime cotte, le scrivo quindi per sottoporle il caso di un mio amore adolescenziale, per cosi' dire "ricicciato", complice la telematica.
Per tutta la durata delle scuole superiori, ovvero dai 13 ai 17 anni (ero andata a scuola un anno prima), sono stata innamorata di un ragazzo della mia stessa scuola ma piu' grande di me di 4 anni.
Il lui in questione ovviamente non mi degnava di uno sguardo e preferiva limonare con la sua fidanzata dell'epoca (che odio tuttora, sono stata infatti felicissima di sapere qualche anno fa che aveva cambiato citta') seduto sul davanzale di una delle finestre del lungo corridoio.
Pur non avendoci quindi mai parlato, oltre all'attrazione ormonale propria dell'eta', mi ero infatti convinta che lui fosse proprio l'uomo adatto a me, che fossimo legati da un'affinita' elettiva alla quale non potevamo opporci, ma in realta' mi sbagliavo. (Stesso errore commisi pochi anni fa, con un altro che pensavo legato a me da affinita' cosi' elevate da non vedere come non potevamo legarci in una comunione di amorosi sensi, ma anche quella volta non si battè chiodo).
Tornando all'amore adolescenziale, il fatto che appunto pensavo fosse l'uomo giusto per me, condito dal fatto che tutti gli sforzi messi in atto da me e dalla rete di amiche fidate per presentarmelo fallivano sempre miseramente, mi getto' in uno sprofondo di pessimismo cosmico dal quale mi sono a fatica ripresa. Negli anni, ovviamente, non pensavo piu' a lui, gettandomi a capofitto in altre storie fallimentari ma mi arrivavano sempre sue notizie che lo vedevano impegnato in attivita' che mi confermavano in questa mia sensazione:
si', e' l'uomo per me (e quest'ultima frase, caro dottore, la canticchi col tono della famosa canzone di Mina).
Finche', per puro caso, mi sono imbattuta nel suo blog, con tanto di tastino "contattami" e al che sono saltata sulla sedia e ho pensato "ma e' ovvio che gli scrivo!", ma subito dopo mi sono chiesta, "ma e' poi il caso?". E cosa gli scriverei? E soprattutto a che scopo? Di congiunzione carnale? E se poi conoscendolo dal vero scopro che in realta' non mi piace, non mi attira "in quel senso"? A scopo di corrispondenza intellettuale? Si', ma basta relazioni cerebrali!!! Si vorrebbe anche passare ad altro di tanto in tanto!
Insomma, sono confusa.
La mia veneranda eta' mi consiglia di lasciare perdere, l'adolescente che e' rimasta in me, invece, ha voglia di giocare. In realta' la mia paura e' quella di vedere infrangersi un sogno che mi ha fatto compagnia per tanto tempo: dopo la caduta del comunismo e' sempre difficile vedere cadere i propri miti.


durante l'adolescenza gli amori fantasma sono piuttosto comuni. soprattutto tra le femmine, a dire il vero. i maschietti sono più ormonali: magari si segano sulle foto della canalis, però nel contempo sognano di adagiare il mento tra le cosce delle compagne.

la ragazzina, invece, ha una tendenza quasi istintiva a identificare un bersaglio carino (a certi canoni non ci si può sottrarre, tantomeno al giudizio delle amiche) e di lì in poi a immaginarlo, idealizzarlo, plasmarlo. forte, romantico, maledetto, dolce, innamorato. più l'oggetto del desiderio è lontano, più il gioco è facile; meglio riesce la costruzione del fantasma, più la ragazzina se ne innamora. simon le bon, bonovox, poi forse robbie williams, oggi clemente mastella o chissà, scamarcio?

costruire un fantasma usando a modello una persona vera, lasciando da parte le star, non è diverso. appena un po' più difficile. è sufficiente scegliere un ragazzo che frequenti lo stesso ambiente ma che non faccia parte dello stesso gruppo: bingo! il compagno di scuola in un'altra classe. magari più grande, più maturo e più inaccessibile.

certo, rispetto a simon le bon è tutto più difficile. da un lato c'è la percezione del fatto che questa persona è reale, d'altra parte proprio per questo la si percepisce - spesso erronamente - accessibile, vicina, possibile. da un lato si ha la possibilità di vederla in carne ed ossa, osservandola nel quotidiano, d'altra parte si può soffrire nel vedere che magari ha delle storie, frequenta altre ragazze, ha una vita vera.

tutto questo può facilmente portare a uno stiracchiamento dell'amore fantasma per un tempo molto più lungo di quanto possa avvenire con un divo della musica o del cinema. o con clemente mastella.

nel tuo caso, j.m., devi aver plasmato un lui talmente perfetto da percepirlo come l'uomo della tua vita e sentire di esserne l'anima gemella, noncurante che lui in realtà potesse essere una persona del tutto diversa. il fantasma ha preso colore e si è completamente sovrapposto al ragazzo reale, nascondendolo.

poi, il tempo trasforma le illusioni in ricordi.

oggi, una parte di te sa benissimo che quel ragazzo non esiste, almeno non così. un'altra parte di te, invece, ha ritagliato qualche suo gesto o parola dell'epoca per farne un collage che combaciasse perfettamente col fantasma che ti ritrovi quindici anni dopo a riaffrontare. complice probabilmente la casualità, intrecciata a una tua attuale ma estemporanea situazione sentimentale.

scrivigli, j.m.
nel migliore dei casi riuscirai a riconoscere le discrepanze fra lui e la sua immagine. molto più probabilmente,  vorrai ingannarti ancora una volta prima di aprire gli occhi. se lui vorrà, rimedierà una scopata. quanto a te, non aspettarti molto di più: ma già solo uscirne fuori definitivamente sarebbe un bel successo.
postato da: dottspocchia alle ore 19:34 | link | commenti
categorie: amore, dipendenza
sabato, 10 marzo 2007

La naturalità del sovrannaturale

Mi scrive L.F.:
Caro dott. S.,
mi sentivo poco bene causa problemi sentimentali, inoltre alcuni ragazzi di strada residenti nell'alloggio attiguo mi usavano violenza in modo apparentemente immotivato. Ma da quando comprato la Madonnina di Lourdes con dettagli dipinti a mano dai frati francescani di Gerusalemme con piedistallo in foglia d'oro (modello 12 cm) tutti i problemi si sono risolti per il meglio, mio figlio ha anche smesso di bestemmiare e frequenta di nuovo la parrocchia. Anche l'azienda di mia figlia (tabbacchino) ha ripreso ad andare a gonfie vele! Grazie alla Madonnina di Gerusalemme e grazie a te dott. S. da parte mia e di tutta la mia famiglia!


la suggestione è una forza potente che piega a sé i più reconditi meandri dell'animo umano.

ognuno di noi vede con la forza dell'ovvio che dio, i santi, le madonnine, i frati francescani e tutti i compagnucci loro non hanno valenza di realtà più del Periblasma di Gombalor, una cordiale e gentile forma di vita petoide, e pur tuttavia molti in questo nostro mondo frenetico hanno accettato come finzione sociale l'esistenza di queste buffe entità che sarebbero capaci di incenerirci se solo osassimo pronunciare il loro nome con l'intonazione sbagliata o se, per dire, fornicassimo un martedì pomeriggio nella chiesa di santa teresina, dietro l'altare centrale mentre il prete è impegnato con la catechesi.
eppure, fatto sorprendente, quest'assurda sospensione d'incredulità funziona.

in una sorta di effetto placebo teologico ognuno trova le forze per vedere il lato positivo in ciò che gli accade, raccoglie le sue forze e riprende a lottare, si libera dai soprusi del vicinato, compie un'opera buona acquistando un manufatto dal terzo mondo e permettendo a quei poveri frati di comprarsi la bamba, convince il suo amichetto Arturo/Chantal a smetterla di fare la pazza e a convolare a giuste nozze, colpisce ripetutamente il figlio scapestrato con l'impugnatura di una balestra (ricordo di una vacanza a gubbio) riportandolo sulla retta via e infine decide di riprendere a fumare, risollevando all'unisono le finanze della famiglia intiera.

tutto molto bello, ma la prossima volta, l.f., ricordati che sono stato recentemente ordinato "Sacerdote Plenario dell'Ordine dell'Amore Universale delle Cose Conoscibili e Inconoscibili Secondo il Volere di Colui che Tutto Sa, che È e che Sempre Sarà nei Secoli a Venire e per le Generazioni del Domani che ci Seguiranno nelle Nostre Orme Terrene". pertanto in futuro rivolgiti direttamente a me anziché alla concorrenza.
postato da: dottspocchia alle ore 22:37 | link | commenti
categorie: compromessi, surrogati, gestione di sé
lunedì, 05 marzo 2007

Il termometro dell'amore

Mi scrive B.B.:
Dott.Spocchia,
sono distrutto. Non ho più la forza di capire. La volontà sì, la forza no.
Il problema è capire i rapporti sempre difficili e non più istintivi come
all'inizio del mio rapporto con questa donna una volta meravigliosa.
Non ridiamo più.
Il sesso è gravemente scemato.
Abbiamo provato con giochini, film porno e allusioni a giochi a tre. Niente.
Le chiedo se conosce ingredienti per rinverdire una storia ormai in declino.
Suggerimenti che possano donare quella verve sparita.

così come la febbre è solo un sintomo della malattia, così molto spesso l'andamento del sesso nell'ambito di una coppia è la cartina di tornasole di questioni irrisolte a un livello diverso*. certo, esiste anche l'inverso: problematiche prettamente inerenti la sfera sessuale che si riversano con prepotenza nella vita di relazione, ma non mi pare questo il caso.

pertanto, concentrarsi sulla sintomatologia cercando panacee esterne per ravvivare la tensione (giochini, film pornografici, scoiattoli rettali, spinterogeni carenati) potrà servire solo a rimandare l'esplosione del problema.
purtroppo l'amore scema, si affievolisce e le storie finiscono. questo capita, per fortuna non sempre. d'altro canto non sempre c'è rimedio. rapporti che si complicano, mancanza di istintività, assenza di complicità, niente risate sono il sintomo (di nuovo, ma a un altro livello, sentimentale e non sessuale) di problematiche di coppia che francamente non posso conoscere. forse siete cambiati, oppure sono cambiate le condizioni al contorno. forse lei ha o pensa che potrebbe avere un altro.

b.b., se tieni a questa storia, come credo, reinventati chiaccherone, romantico, coinvolgente, imprevedibile, fantasioso o comunque tu fossi qualche tempo fa. provaci, investendo nel sentimento e nel rapporto piuttosto che nel sesso (che nel caso verrà da sé). per lo meno puoi sperare di capire qualcosa in più sulla curva della vostra storia.

in bocca al lupo, ma nel caso vada male consolati ricordando che internet è pieno di ragazzine depresse in cerca di turgidi peni.

*come suole dire il saggio g., "il cazzo è il termometro dell'amore"
postato da: dottspocchia alle ore 13:00 | link | commenti
categorie: amore, surrogati, gestione di sé
giovedì, 22 febbraio 2007

Macerie

Mi scrive F.A.:
Ho lasciato il mio ragazzo per vari motivi dopo una relazione abbastanza lunga e importante. Ora il pezzo di merda rivorrebbe indietro gli ultimi regali che mi ha fatto, tra cui un anello che ammetto mi piace molto e credo abbia un discreto valore, ma non è questo il punto, il fatto è che me li ha regalati e col cazzo che glieli rendo.


se gli oggetti hanno un valore, non solo commerciale ma anche affettivo, questo vale a maggior ragione per i regali, che hanno un'invisibile impronta della mano che ce li ha donati.

non sempre questo è piacevole: come dicevo qualche settimana fa, c'è chi pratica il revisionismo sentimentale e tende a rifiutare a posteriori tutto quello che apparteneva a una storia chiusa, distruggendo lettere e fotografie, gettando pensieri e regalini (ma chissà perché i doni più corposi quasi quasi li si tiene), tentando in definitiva di cancellare la presenza dell'ex-partner dalla propria vita. ho già detto che per me questa operazione è terribile e autolesionista, ma è bene ribadirlo.

l'altra faccia della medaglia sono coloro che, applicando in qualche modo una variante del revisionismo, ritengono che i regali siano un investimento a lungo termine: se l'impresa fallisce, credono di avere diritto a un rimborso. oppure, in modo ancora più meschino, accusano più o meno esplicitamente l'ex di aver accettato i doni con mani biforcute, già sapendo che l'indomani si sarebbero lasciati.

cara f.a., io a tutto questo sono assolutamente contrario. i regali vanno fatti (oltreché ricevuti) con spirito puro e disinteressato, senza chiedere nulla in cambio se non l'uso temporaneo degli organi sessuali altrui. domandare la restituzione di oggetti di valore reale o sentimentale è una cosa pessima e spregevole, ed è un peccato che una persona che - tu stessa dici - è stata importante se ne macchi. nega garbatamente, dicendo che ci tieni e che per te sono ricordi importanti malgrado tutto quello che è successo dopo, ed esprimigli, se ci credi, il tuo manifesto antirevisionista (e non ci cascare tu stessa!).
postato da: dottspocchia alle ore 11:58 | link | commenti (1)
categorie: amore, compromessi
lunedì, 19 febbraio 2007

Couscous di carne

Mi scrive U.A.:
aiuto, la pornodipendenza mi fa trovare banale un rapporto dove non intervengano nane lesbiche sadomaso che praticano footfucking mentre risolvono il sudoku.
crede che in me ci sia qualcosa di sbagliato?dovrei dire alla mia compagna di letto, che incidentalmente è mia zia luisa, che dobbiamo smettere con le pratiche estreme come l'ingoio dei cactus e tornare ad amarci in semplicità?

è un fatto banale ma molto vero che lo tsunami di materiale pornografico reperibile in rete abbia cambiato la sessualità delle persone. almeno di quelle che accedono alla rete, ovviamente. fino a qualche anno fa il fenomeno si limitava alle immagini statiche, o comunque i video erano di qualità infima, per cui occorreva sopperire con la fantasia (che malgrado le apparenze fa rima con "sesso").

al contrario, l'enorme quantità e varietà di bizzarrie reperibili oggidì sono una manna per i frustrati e i repressi. incapaci di aggiungere al sesso la propria fantasia, cercano di condirlo con le spezie più forti, dimenticando che un piatto di soli aromi ma privo di sostanza non sazierà il loro appetito.

pertanto, caro u.a., sforzati di identificare dov'è che sei carente nel tuo rapporto con la zia luisa. forse le tue dimensioni? forse un legame di parentela troppo stretto (ricordo che siamo nell'illegalità)? forse semplicemente una relazione logora (beh col cactus, ci credo che si logora)?

invece che inventare mille varianti alla stessa ricetta, è sempre possibile cambiare piatto.
postato da: dottspocchia alle ore 15:32 | link | commenti (1)
categorie: amore, dipendenza, surrogati
venerdì, 16 febbraio 2007

Gelosia portami via

Mi scrive E.I.:
Caro dott.,
Le scrivo per un mio problema piuttosto pressante. Sono morbosamente gelosa del mio Lui, arrivando ogni tanto a sottotrame mentali tali da farmi pensare che anche una donna che lo urta lo vorrebbe stuprare. Vivo queste mie reazioni da psicolabile nel silenzio, covando un odio feroce nei confronti di ogni donna che financo gli rubi l'aria a 5 metri di distanza. Tutto questo mi provoca scompensi emotivi portandomi a comprare diverse panchine, oppure a rovinare origami alle persone per il solo gusto di farlo (con l'ausilio di forbicine dalla punta arrotondata).
Cosa posso fare per diventare una persona normale? Potrebbe c'entrare il fatto che io fossi stata abdotta dagli alieni?
Sua, ma nel Cristo, E.I.

la gelosia è un sentimento connaturato all'uomo (e alla donna), almeno da quando essi hanno stabilito per qualche assurdo motivo che la vita a due fosse preferibile a casuali copule selvaggie nel sottobosco. credo che lo spuntare conseguente di piccoli mostriciattoli urlanti abbia contribuito a questo tipo di evoluzione.

la donna è gelosa perché teme che l'uomo, unica fonte di sostentamento per lei e i suoi cuccioli, se ne vada da qualche altra femmina a menarle la clava in testa o da qualche altra parte. l'uomo è geloso perché è lui a portare il sostentamento ai suoi figli, e l'accertata fedeltà della sua donna è la sola garanzia di non gettar via risorse crescendo bastardi nati da accoppiamenti fedifraghi. (tra l'altro pare che i dinosauri si siano estinti perché si dedicavano a grandi orge multietniche senza che nessuno più procurasse del cibo. poi ogni tanto un t-rex si arrazzava più degli altri e cominciava a smangiucchiare qua e là le teste dei compagnucci, senza che questi, peraltro, s'interrompessero nella copula).

oggidì, fatte le debite proporzioni, la situazione è identica: certo, l'uomo non è più l'unica fonte di sostentamento; la donna non è più la sola, auspicabilmente, a occuparsi dei figli e del focolare. ma vaglielo a spiegare al genoma!

tuttavia, cara e.i., il fatto che tu ti ostini a difendere dalle brame delle altre donne un bolso pitecantropo che persino una viveuse come maria de filippi rifiuterebbe con sdegno non è solo dovuto a questo, ma a una tua insicurezza risalente probabilmente alla tarda adolescenza: deprivata dei giochi innocenti con i tuoi coetanei per essere gettata nel calderone demoniaco del bruto in questione*, ti senti cresciuta/non cresciuta e temi il confronto con le altre donne, rispetto alle quali ti senti di volta in volta troppo bambina, troppo bassa, troppo piatta, troppo allegra, troppo arguta. devi renderti conto che la sola persona di cui essere gelosa sei tu: le altre donne neppure lo considerano, anzi - come tu stessa dici - lo urtano per strada perché nemmeno si accorgono che esiste.

stai attenta, inoltre: la gelosia è sorella dell'asfissia, e se questa - come insegna "il lercio" di i.welsh - in piccole dosi può essere uno sballo, in eccesso porta alla morte. ti consiglio pertanto di distaccarti il più possibile dalla questione riguardando la tua relazione con occhio più distaccato e facendo sesso casuale con giovani loquaci e un po' vanesii conosciuti su internet.

* e.i. è una giovine di 22 anni e da ben 6 anni sta con un uomo molto, molto più maturo
postato da: dottspocchia alle ore 12:17 | link | commenti
categorie: amore, dipendenza, gestione di sé
sabato, 10 febbraio 2007

Revisionismo sentimentale

Mi scrive P.T.:
Con la mia ormai exragazza ci siamo lasciati bene, di comune accordo (diciamo solo che eravamo diventati più amici che amanti e tralasciamo tutto il resto). Certo, ci vediamo di meno che prima e sicuramente c'è qualche imbarazzo, ma dal mio punto di vista andava tutto bene. Eppure è da un po' di tempo che è astiosa nei miei confronti, e mi rinfaccia gesti o comportamenti che avevo sui quali non aveva mai avuto niente da ridire. Oppure li mette in relazione con il fatto che ci siamo lasciati, tipo "quella volta che mi hai detto così e cosà era perché già sapevi che ci saremmo lasciati", e io faccio una fatica tremenda a spiegarle che no, che ero in buona fede, eccetera. Però ci soffro un casino.


molte persone, maschi e femmine, quando una storia finisce effettuano un'analisi del rapporto, scorrendolo in rassegna e finendo per praticare un'operazione che chiameremo revisionismo sentimentale.

quando ci si lascia, siamo pervasi da un senso di fallimento e di vuoto (anche se in vari casi prevale il sollievo). sentimento che occorre cercare di superare, capendo perché le cose siano andate male e cercando di impararne qualche vaga lezione per il futuro. purtroppo, per molti è più semplice tranciare l'autoanalisi sul nascere ed affibbiare ogni colpa all'ex-partner, salvaguardando così la propria immagine rispetto a se stessi.

questo tic della memoria, già di per sé non innocuo, porta al cortocircuito nel momento in cui riemergono i ricordi più belli, quel weekend perfetto, la cena a lume di candela, un regalo azzeccato, perché essi non combaciano col revisionismo che ci si è preparati. fatto trenta, è fin troppo facile fare trentuno: l'ex diventa un mostro di perfidia, fasullo e ingannatore anche in quei momenti all'apparenza idilliaci, che per i suoi loschi secondi fini traeva in inganno l'animo puro e semplice del revisore.

quando ci si ritrova nella parte del mostro, purtroppo è difficile rimediare e far cambiare idea all'altro. si può tentare, se ancora ci si rivolge la parola, di travolgerlo con una sfilza di bei ricordi, in modo che il revisionismo non riesca a tenere il ritmo. ma non è affatto detto che funzioni.

personalmente, preferisco pensare di essere stato sempre con le persone giuste. giuste in quel momento, in quei mesi, in quegli anni, anche se poi magari la storia è finita. è un modo per dare il giusto valore alle persone, al tempo che si è speso con loro, alle energie che si sono investite. trovo ben triste, invece, ricondurre ogni rapporto al denominatore comune del suo fallimento. sì, è anche una scelta di egoismo: perché ricordare il proprio passato sentimentale solo come una sequenza di esperienze negative?
postato da: dottspocchia alle ore 10:35 | link | commenti (2)
categorie: amore, surrogati, gestione di sé
martedì, 06 febbraio 2007

Tradire coinvolgendo la partner

Mi scrive Z.B.:

Ora che sono felicemente fidanzato, le donne continuano a fare a gara per saltarmi nel letto, scontrandosi peraltro con un muro di indifferenza mia e intenzioni violente di Madame B. Visto che alcune di loro non sono definibili propriamente come "repellenti", pensi esista una via per convincere la succitata Madame B., compagna di vita e di letto, a considerare l'ipotesi di un threesome una volta ogni tanto?


per quanto riguarda la questione dell'entusiasmo a tre, non nascondo che io stesso, come credo la maggior parte degli uomini, nutro un certo interesse per l'esperienza. purtroppo, la natura madre e matrigna ha inserito nel cervello muliebre un meccanismo per cui la femmina single (o quasi) salta di letto in letto incessantemente, incurante del fatto che il maschio di turno sia già occupato o meno, fino a trovarne uno che non la tratti troppo male e/o la soddisfi sessualmente. a quel punto, la femmina gli si attacca come la proverbiale cozza allo scoglio di verghiana memoria, trasformandosi in un'idra monogama.

in realtà in molti casi l'idea di un'esperienza con il suo uomo e un'altra donna la stuzzica, ma ella recede bruscamente dalle sue fantasie in quanto molto di più teme la rivalità della sopraggiunta terza incomoda: pensa, in buona sostanza, che la possa sopravanzare nelle di lui grazie e quindi rimpiazzarla.

pertanto è molto difficile far accettare una tale situazione alla propria compagna abituale, a meno che l'occasione si presenti da sé, spontaneamente, et lei non sia abbastanza ubriaca et abbia una certa qual componente lesboide. tentare di convincerla a parole sarebbe inutile o, nel caso poi vi cascasse l'opportunità "casuale" di un 3some, addirittura controproducente.
postato da: dottspocchia alle ore 18:09 | link | commenti (2)
categorie: amore, compromessi, surrogati, gestione di sé